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STORIA DELL'ASTRONOMIA



Che cos'è l'Universo?
Come ha avuto origine e come si evolverà?

Queste sono solo alcune delle domande alle quali l'uomo cerca di dare una risposta da millenni. Per far ciò egli ha dovuto sviluppare delle specifiche discipline scientifiche quali l'astronomia
e la fisica.


ASTRONOMIA ANTICA


Per decine di secoli l'astronomia è stata praticata unicamente ad occhio nudo.
Vi sono tracce di un'osservazione del cielo da parte dell'uomo fin dai tempi del Paleolitico
, più di diecimila anni fà.

Ma i primi veri studi riguardanti il cielo iniziarono circa 4000 anni fà coi Babilonesi
.
Essi  raggiunsero una notevole sofisticazione delle osservazioni e la capacità di prevedere la posizione dei corpi celesti con un'elevata precisione.

In seguito, i Greci, non più di 2500 anni fà, riuscirono ad elaborare modelli del cosmo piuttosto complessi.
Acquisirono, inoltre, nozioni come la forma e le dimensioni della Terra, le dimensioni e la distanza della Luna, il rapporto fra le dimensioni delle orbite planetarie e la natura della Via Lattea
.

A quei tempi si vedevano ancora stelle e pianeti come luci  misteriose che brillavano in cielo e si credeva che la Terra fosse al centro dell'Universo.
Questa visione resistette fino al XVI secolo, quando Niccolò Copernico
, un astronomo polacco, formulò una teoria secondo la quale supponeva che la Terra fosse un pianeta come gli altri e che tutti insieme orbitassero attorno al Sole.


ASTRONOMIA MODERNA


Questo nuovo modello fu confermato circa un secolo più tardi da Galileo Galilei
.
Egli apportò un primo importante aiuto all'occhio disarmato con l'invenzione del canocchiale
che nel 1609 fu tra i primi a rivolgere verso il cielo.

Dapprima accolto con diffidenza, il nuovo strumento incontrò ben presto l'approvazione degli astronomi, contribuendo in modo decisivo a completare la riforma dell'astronomia iniziata da Copernico alcuni decenni prima.

Al matematico tedesco Giovanni Keplero
, invece, si deve la scoperta dell'ellitticità dell'orbita dei pianeti.

Mentre l'inglese Isac Newton dimostrò che tutti i moti orbitali sono determinati dalla forza di gravità
.
Sempre a Newton, in fine, dobbiamo l'invenzione del telescopio a riflessione
(1671), che ben presto andò affiancando sempre più il telescopio rifrattore concepito da Galilei. Nel riflettore newtoniano l'immagine si formava su uno specchio parabolico posto sul fondo dello strumento.
I maggiori telescopi del Settecento e dell'Ottocento, anche se non sempre i più precisi, come del resto anche oggi, sono stati riflettori.


IL RUOLO DELLA FOTOGRAFIA


L'elevata luminosità del riflettore permise osservazioni via via sempre più precise e dettagliate dei corpi celesti più deboli e lontani.

Purtroppo all'epoca, le osservazioni potevano essere registrate solo con note scritte e disegni, le prime spesso omesse dagli astronomi più sbadati e le seconde troppo soggettive (spesso l'astronomo sapeva disegnare poco o male).
Ma entro breve tempo, un nuovo strumento oggettivo di registrazione sarebbe venuto in aiuto degli astronomi: la fotografia
.

Le prime esperienze fotografiche di camera oscura risalgono al IX secolo all'astronomo arabo Al-Kindi e quelle sull'azione fotochimica della luce addirittura ad Aristotele
.

Nel 1566 Giorgio Fabritius
osservò l'annerimento del cloruro d'argento e nel 1727 J.H.Schultze dimostrò che questo era dovuto alla luce.
Nei primi anni dell'Ottocento il chimico inglese Thomas Wedgwood
ottenne immagini di piccoli oggetti, anche se non riuscì a fissarle in modo duraturo.  

Mentre  nel 1810 Thomas Seebeck
riuscì a fissare alcuni colori su un foglio di carta ricoperto di cloruro d'argento umido.

Ma il primo a fissare stabilmente un'immagine fu l'inventore francese Joseph Nicéphore Niepce
nel 1822.
Egli riuscì a fissare una natura morta su una lastra di vetro ricoperta di bitume di Giudea.

Nei decenni successivi Niepce e il pittore Louis-Jacques Mandé Daguerre
iniziarono una collaborazione che li portò a migliorare i procedimenti chimici fino al punto di ottenere direttamente immagini positive su lastra (1835).
Questo procedimento fu completato da Daguerre dopo la morte di  Niepce e da lui stesso mantenuto segreto fino al 1839, assunse il nome di dagherrotipia
e fu ulteriormente perfezionato negli anni successivi.

Nello stesso anno l'astronomo inglese John Herschel
inventava quella che possiamo realmente definire fotografia, come ancora oggi la si concepisce e cioè catturare un'immagine negativa su un supporto che scurisce alla luce, fissarla stabilmente e trasferirla in positivo su un secondo supporto che si comporta come il primo.


L'AVVENTO DELLA FISICA NUCLEARE


Siamo così giunti alle soglie del XX secolo e l'Universo ha assunto, ormai, un nuovo aspetto agli occhi dell'uomo.
In questo periodo, grazie all'opera dell'americano Edwin Hubble, è risultato piuttosto chiaro che la nostra Via Lattea è solo una tra le innumerevoli altre galassie
e che l'Universo è in continua espansione, iniziata con una violentissima esplosione miliardi di anni fa.

Il grande telescopio spaziale
che dal 1990 orbita a 600 Km. dalla superficie del nostro pianeta e che ha reso possibili molte delle più importanti scoperte dei nostri tempi, porta il suo nome: Hubble appunto.

Una nuova scienza ha ormai affiancato l'astronomia, creando con essa una perfetta simbiosi e dandole supporto in un campo a lei prima sconosciuto: la fisica nucleare
.
Grazie ad essa si sono aperti nuovi orizzonti verso l'esplorazione del cosmo, sono state formulate nuove teorie sulla nascita e l'evoluzione dell'Universo e della vita stessa in esso contenuta.


Se ora sappiamo come nasce una stella, quanto dista dal nostro pianeta, cosa avviene all'interno di essa e come miliardi di stelle si strutturino in galassie, beh, lo dobbiamo alla fisica nucleare.

 
 
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